Difendere le relazioni

Cronachepedagogiche

Studenti vs professori

Laboratorio di Sintesi Educativa

un’idea di Igor Salomone
Approfondisci il tema di questo post seguendo il progetto in progress sulla pagina del sito igorsalomone.it

Leggevo l’altro giorno su Repubblica questo articolo, annunciato con un occhiello sul fondo della prima pagina. Il titolo è un programma: Studenti contro Prof. Così le nostre classi diventano un ring. Inquietante. Apre scenari destinati a mandare in soffitta tutto un genere cinematografico, da La scuola della violenza, con Sidney Poitier a Meri per sempre con Michele Placido, passando per tutti gli epigoni dell’uno e dell’altro. Almeno lì i “prof” non le prendono. L’articolo invece racconta che le prendono, eccome.

Mi chiedono sempre più spesso cosa mai sia “Difesa relazionale”. Quella che vado proponendo ormai da una decina d’anni nelle situazioni più svariate e che d’acchito appare incomprensibile nel nome stesso. Ecco, una difesa relazionale è esattamente ciò di cui ci sarebbe bisogno nelle situazioni raccontate in…

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La violenza è in ciò che ci accade

Cronachepedagogiche

Inizia un anno già pieno di impegni per la Difesa Relazionale. I laboratori per educatori in corso e che stanno per partire, progetti di seminari residenziali per replicare il successo de La violenza educativa, il corso open all’Umanitaria che parte il 10 ottobre con una lezione dimostrativa… E il sottoscritto che si guarda in giro per raccogliere nuovi stimoli.

Difesa Relazionale muove verso dimensioni sempre più esplicitamente di espressività e comunicazione corporea. Faranno parte integrante di questa pratica esperienze di ritmo, musica, gioco di coppia e di gruppo. La filosofia è già tutta in questo video di un Maestro francese di Aikido, scoperto da pochi giorni… Il bello dell’Arte Marziale è che, al fondo, regge sugli stessi principi a qualsiasi latitudine.

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Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale

Servizio di consulenza socio-psico-pedagogica-Calabria

il progredire nello svolgimento di un compito, o nell’acquisizione di una particolare abilità, da parte del bambino presuppone la “vicinanza” di un adulto o di un esperto che attraverso l’interazione, trasmette le sue competenze fungendo prima da strumento esterno e poi interno. L’adulto è strumento del contesto storico e culturale in cui vive, ed in quanto tale permette un movimento dal contesto alla mente del bambino.
Questo concetto è espresso da quella che Vygotskij (1930, 1933, 1935) definisce Zona di Sviluppo Prossimale.

Essa è la distanza tra il livello attuale di sviluppo, determinato dal problem-solving autonomo e il livello più alto di sviluppo potenziale così come è determinato attraverso il problem-solving sotto la guida di un adulto o di un coetaneo più capace.
Il livello reale di sviluppo caratterizza lo sviluppo mentale retrospettivo, la zona di sviluppo prossimale caratterizza in prospettiva lo sviluppo. L’adulto si basa sulle…

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Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale

il progredire nello svolgimento di un compito, o nell’acquisizione di una particolare abilità, da parte del bambino presuppone la “vicinanza” di un adulto o di un esperto che attraverso l’interazione, trasmette le sue competenze fungendo prima da strumento esterno e poi interno. L’adulto è strumento del contesto storico e culturale in cui vive, ed in quanto tale permette un movimento dal contesto alla mente del bambino.
Questo concetto è espresso da quella che Vygotskij (1930, 1933, 1935) definisce Zona di Sviluppo Prossimale.

Essa è la distanza tra il livello attuale di sviluppo, determinato dal problem-solving autonomo e il livello più alto di sviluppo potenziale così come è determinato attraverso il problem-solving sotto la guida di un adulto o di un coetaneo più capace.
Il livello reale di sviluppo caratterizza lo sviluppo mentale retrospettivo, la zona di sviluppo prossimale caratterizza in prospettiva lo sviluppo. L’adulto si basa sulle competenze che il bambino già
possiede e gli presenta attività che richiedono capacità lievemente al di sopra di quelle giàpossedute. In questo modo l’adulto lavora alla costruzione dei ponti tra le abilità: conoscenze attuali del bambino e le nuove. 
L’adulto fornisce contesti facili da usare che aiutano il bambino-figlio a perfezionare le abilità necessarie per sopravvivere o per ottenere buoni risultati in quel tipo di cultura. Per Vygotskij e i contestualisti lo sviluppo può essere compreso solo osservando direttamente il processo di cambiamento, l’apprendimento a breve termine lungo la zona di sviluppo prossimale: il processo è più importante del prodotto. Dunque molto importante per i contestualisti è
1. l’educazione implicita o esplicita
2. la partecipazione guidata= collaborazione
3. una conoscenza comune delle attività di problem solving
L’interazione fra bambino e coetaneo, fra adulto e bambino sul piano interpsichico, cioè da mente a mente, diviene intrapsichica cioè portata all’interno della mente.

Donne, menti e cuori per l’educazione

Cronachepedagogiche

foto 2
foto 1

di Irene Auletta

Sfoglio un album di foto ricordo.

Luglio 1991. Incontro per la prima volta due gruppi di educatrici di servizi per la prima infanzia di un comune dell’hinterland milanese. Allora si chiamavano ancora asili nido. Loro si stavano cimentando con un forte bisogno di formazione e di cambiamento e io con le mie prime esperienze nel ruolo di consulente pedagogico. Di certo allora, nessuno di noi avrebbe immaginato una storia professionale che ci ha viste per quindici anni compagne di viaggio.

Febbraio 2014. In occasione di una serata culturale che conduco insieme ad una collega ci incontriamo di nuovo. Senti Irene, quest’anno ricorrono i miei quarant’anni di lavoro e, anche se in pensione ci andrò il prossimo anno, mi piacerebbe fermare questo momento raccogliendo la mia esperienza e condividendola con le persone che insieme a me, hanno attraversato la mia storia professionale. Ci stai? Mi daresti…

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La balbuzie e la rieducazione del pensiero e del linguaggio

Bivio Pedagogico

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lgocinetica

Partendo dalla comunicazione e dalla dizione, muove i suoi passi un nuovo approccio per curare la balbuzie in modo risolutivo ed efficace. Prendetela come una semplificazione, ma è giusto per inquadrare questo nuovo metodo che approccia il problema della balbuzie partendo dalla rieducazione a un corretto uso del pensiero e del linguaggio.

Il metodo è quello ideato dal Laboratorio di Logocinetica e nasce per curare la balbuzie in modo risolutivo e innovativo attraverso un percorso individuale che accompagna il paziente lungo un cammino personalizzato.
Strutturato in due step ben distinti, ma strettamente connessi tra loro, questo cammino prevede un primo approccio tecnico al quale si affianca un importante lavoro psicoterapeutico, cui seguirà uno stage teatrale finale.

Gli esercizi tecnici sono gli strumenti indispensabili per rimparare a parlare, come bambini alle loro prime parole, e superare così i blocchi che provocano la balbuzie…

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